A Villa Medici la mostra “Oracoli al di là del mare”

L’esposizione presenta opere e progetti nati dall’incontro tra arti visive, architettura, letteratura, ricerca e composizione musicale. A Villa Medici il percorso attraversa linguaggi, geografie e immaginari differenti.

Dal 19 giugno al 7 settembre 2026, Villa Medici presenta Oracoli al di là del mare, l’esposizione collettiva che celebra la conclusione dell’anno di residenza dei sedici borsisti dell’Accademia di Francia a Roma.

Nata da un anno di ricerca e di scambi nel contesto fecondo della residenza romana, la mostra mette in luce l’incontro tra linguaggi estetici, percorsi e geografie molteplici. L’esposizione dà corpo a progetti che si affrancano dai formati classici per mettere in dialogo le pratiche dei borsisti, dalle arti plastiche e visive alla storia e alla teoria delle arti, dall’architettura alla letteratura, rivelando una creazione in movimento.

Il percorso espositivo propone di immaginare ogni opera come una sibilla: le creazioni dei residenti sono presenze misteriose, ispirate alle antiche profetesse, a cui ci si rivolge per cambiare sguardo sul mondo, senza per questo cercare risposte predefinite. Il visitatore è invitato a perdersi in uno spazio imprevedibile dove i confini tra le discipline si sfumano. Le opere diventano la soglia di racconti e visioni che solitamente sfuggono alla percezione ordinaria.

Il titolo della mostra è ispirato all’opera Oracles from the Sea (1998) dell’artista visiva palestinese Vera Tamari. Gli artisti invitati per la mostra sono Nastasia Alberti, Jacques Kaufmann e Alice Visentin.

La pubblicazione

In occasione dell’esposizione, Villa Medici pubblica un volume che ripercorre le ricerche e i progetti sviluppati dai borsisti durante il loro anno di residenza a Roma, arricchito dai contributi di autori e autrici invitati a offrire una prospettiva critica sul loro lavoro.

Con contributi di Nastasia Alberti, Alma Chaouchi, Eddy De Pretto, Adrienne Drake, Cécile Guilbert, Tamsin Hong, Karim Kattan, Maylis de Kerangal, Bernard Quirot, Laurie Laufer, Anne Montaron, Myriam Rabah-Konaté, Georgia René-Worms, Luisa Santacesaria, Öykü Sofuoğlu, Francesco Vitali Rosati.

I curatori della mostra

Imma Tralli e Roberto Pontecorvo hanno fondato nel 2021 Marea Art Project, un programma di residenze e una piattaforma curatoriale con sede sulla Costiera Amalfitana. Sviluppato in dialogo con Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci di Prato, e in collaborazione con Carol LeWitt, presidente del consiglio di amministrazione della Yale University Art Gallery, questo progetto riattualizza i saperi femministi, queer e decoloniali. Operando dal sud dell’Italia, Marea Art Project lavora per restituire centralità alle memorie e alle pratiche che attraversano il Mediterraneo.

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